L’articolazione del ginocchio
Qualsiasi atto della vita quotidiana necessita di un ginocchio in buono stato di salute
Il ginocchio è l’articolazione che ci permette di fare tutto: camminare, salire le scale, piegarci o semplicemente alzarci da una sedia. Quando inizia a farci male, anche questi piccoli gesti quotidiani diventano difficili. Convivere con questo dolore non significa solo avere dolore fisico, ma dover anche rinunciare alla propria libertà e alle proprie abitudini.
L’articolazione del ginocchio è di fondamentale importanza: qualsiasi atto della vita quotidiana necessita di un ginocchio in buono stato di salute.
Al contrario un ginocchio “malato” è gravemente invalidante poiché a causa del dolore e/o della rigidità anche piccoli gesti come salire e scendere le scale, raccogliere oggetti da terra, alzarsi da una sedia… possono diventare insopportabili.
Nella pratica ortopedica è sempre più frequente la necessità di applicare una protesi al ginocchio sia per l’aumento dell’età media che inevitabilmente è collegato alla comparsa di artrosi ginocchio, sia perché anche i pazienti non ancora “anziani” con un importante danno all’articolazione del ginocchio, desiderano risolvere la propria menomazione.
L’atto chirurgico di sostituzione dell’articolazione del ginocchio con una protesi può ridare al paziente una buona qualità di vita.
Fisiologia del ginocchio
In condizione di normalità il ginocchio ha un compito fondamentale: permetterci di camminare e muovere la gamba rispetto alla coscia in modo fluido e senza dolore.
I movimenti principali che questa articolazione compie ogni giorno sono:
- Flessione ed Estensione: ci consentono di piegare e stendere la gamba. Grazie a questi movimenti possiamo compiere gesti naturali come sederci, accovacciarci, inginocchiarci e rialzarci.
- Rotazione: piccoli movimenti di torsione che aiutano il ginocchio ad adattarsi ai cambi di direzione.
Oltre a farci muovere il ginocchio è progettato per sopportare pesi e forti sollecitazioni, sia durante le attività lavorative, sia durante gli sport, attutendo gli impatti e proteggendo l’intera struttura della gamba.


I movimenti concessi sono la flessoestensione (da 0° a 120°) e le rotazioni: tali movimenti permettono di camminare, sedersi, accovacciarsi, inginocchiarsi, rialzarsi…
Essi permettono inoltre di “sopportare” i carichi che si generano durante l’attività sportiva (calcio, salto in alto, paracadutismo, sci…) o durante l’attività lavorativa (trasporto pesi…).
Anatomia del ginocchio
Per comprendere l’origine di un eventuale dolore o disturbo, è utile analizzare brevemente i cinque elementi fondamentali che compongono questa struttura.
- LE OSSA: femore, tibia e rotula sono rivestite da un guscio liscio (la cartilagine) che permette alle ossa di scivolare tra loro senza fare attrito.
- I MENISCHI: due dischetti di cartilagine posizionati tra femore e tibia. Fanno da vero e proprio ammortizzatore ogni volta che cammini, corri e salti.
- I LEGAMENTI: sono come cordoni resistenti che tengono unite le ossa. I collaterali impediscono al ginocchio di cedere ai lati; i crociati controllano i movimenti in avanti e indietro. Se si rompono il ginocchio perde la sua stabilità naturale e le cartilagini si consumano più in fretta, aumentando il rischio di sviluppare un’artrosi precoce.
- IL LIQUIDO SINOVIALE: un liquido naturale che lubrifica l’articolazione. Se il ginocchio subisce un trauma o è infiammato, la membrana ne produce in eccesso, causando il classico “ginocchio gonfio”.
- I TENDINI: strutture fibrose che collegano i muscoli alle ossa. Il più importante è il tendine rotuleo: senza di esso non sarebbe possibile mantenere la posizione eretta o camminare.

L’articolazione del ginocchio è contenuta da una capsula fibrosa rivestita al suo interno da una membrana sinoviale.
In condizioni di normalità essa secerne una piccola quantità di liquido che provvede al nutrimento della cartilagine e alla lubrificazione dell’articolazione, in caso di traumi importanti o di degenerazione artrosica la membrana sinoviale può produrre liquido che “rigonfia” il ginocchio (versamento endoarticolare).
Le strutture legamentose sono costituite dai legamenti collaterale interno ed esterno che sostengono e limitano i movimenti di lateralità del ginocchio, e dai legamenti crociati anteriore e posteriore che si trovano al centro dell’articolazione stessa e che garantiscono un sostegno al ginocchio, impedendone l’eccessivo piegamento (flessione) e raddrizzamento (estensione).
La rottura di tali legamenti rende instabile il ginocchio e lo espongono sia a subire più facilmente ulteriori traumi sia all’usura delle componenti articolari con comparsa precoce dell’artrosi.

Tra il femore distale e la tibia prossimale sono presenti due semilune fibrocartilaginee (menischi), la cui funzione è quella di aumentare la congruenza articolare durante i movimenti di flesso-estensione e rotazione del ginocchio svolgendo un ruolo simile ad un “cuscinetto ammortizzatore”.
I muscoli permettono al ginocchio di muoversi assecondando tutte le attività della vita quotidiana (sedersi, camminare, salire le scale).
Tali muscoli si inseriscono sull’osso attraverso i tendini.
In particolare nel ginocchio si riconosce un importantissimo tendine (tendine quadricipitale) che riunisce i muscoli della regione anteriore della coscia, raggiunge la rotula inglobandola e si attacca alla tibia prossimale (tendine rotuleo) formando l’apparato estensore del ginocchio senza il quale non saremmo in grado di mantenere una posizione eretta o di camminare.
Domande frequenti sul ginocchio
Quante ossa formano il ginocchio?
Tre: femore, tibia e rotula, rivestite di cartilagine e organizzate in due articolazioni, femoro-tibiale e femoro-rotulea.