Protesi anca mini-invasiva Fermo
Utilizzando la tecnica mininvasiva per l’impianto della protesi, si salvaguardano i tessuti molli periarticolari, si ricostruisce la capsula articolare e si riduce l’incisione cutanea a 7-8 cm.
Tale procedura permette un più rapido recupero funzionale, consentendo al paziente di tornare a fare le scale entro 3-5 giorni dall’intervento, e di abbandonare i bastoni entro 2-3 settimane.
Per maggiori informazioni:
Visita ortopedica specialistica per artrosi dell’anca a Fermo

VISITA ORTOPEDICA IN SETTIMANA
Il Dottor Busanelli è un chirurgo ortopedico con alta specializzazione nella Chirurgia mini-invasiva della Protesi d’Anca e di ginocchio.
Ha eseguito più di 3.000 interventi di protesi primarie e più di 500 revisioni di protesi all’attivo.
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BREVI LISTE D'ATTESA CON IL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE
Interventi chirurgici di Protesi d’anca convenzionati con il SSN.
Questo significa che la spesa sanitaria è a completo carico del Sistema Sanitario Nazionale.

CHIRURGIA MINI INVASIVA
Alta specializzazione nella Chirurgia mini-invasiva della Protesi d’Anca.
Grazie a questa nuova tecnica, l’incisione chirurgica è di soli 7-8 cm con conservazione dei muscoli e della capsula articolare. Ciò consente di iniziare la fisioterapia il giorno dopo l’intervento.
Il percorso operatorio
1. Visita Ortopedica Specialistica
Il chirurgo effettuerà una visita ortopedica specialistica dell’anca al fine di valutare se è necessario l’intervento di protesi d’anca.
2. Studio Preoperatorio del Paziente
Durante il ricovero per l’intervento di protesi d’anca, il paziente esegue nuovamente esami di laboratorio e radiografici, visita internistica ed anestesiologica.
3. Intervento Chirurgico di Protesi d'Anca
Una volta applicata la protesi, si procede alla ricostruzione della capsula, dei muscoli, fino alla sutura cutanea che decreta il termine dell’intervento stesso.
4. La riabilitazione del paziente protesizzato d’anca
Con la tecnica mininvasiva la degenza postoperatoria varia da 3 a 5 giorni.
L’artroprotesi d’anca
A cosa serve l’intervento
Varie cause, traumatiche o legate a situazioni patologiche come artrosi, artriti, displasia congenita o trattamenti radioterapici possono portare ad un deterioramento delle cartilagini della testa del femore o della sua sede nell’osso del bacino.
Quando questo succede si può provare dolore, più o meno intenso a seconda della gravità della lesione, ed avere difficoltà a camminare o a compiere semplici operazioni come mettere le calze o tagliarsi le unghie dei piedi.
Nel momento in cui la situazione diventa tale da compromettere l’autonomia e la serenità di una persona, è opportuno valutare un intervento di artroprotesi. Lo scopo di questa operazione chirurgica è la sostituzione delle ossa e delle cartilagini compromesse con protesi artificiali, in titanio e ceramica, in modo da risolvere il dolore e ripristinare la funzionalità dell’articolazione.
Perché la chirurgia mini-invasiva
Utilizzando la tecnica mininvasiva per l’impianto della protesi, si salvaguardano i tessuti molli periarticolari, si ricostruisce la capsula articolare e si riduce l’incisione cutanea a 7-8 cm.
Tale procedura permette un più rapido recupero funzionale, consentendo al paziente di tornare a fare le scale entro 3-5 giorni dall’intervento, e di abbandonare i bastoni entro 2-3 settimane.
Protesi d'anca mini-invasiva - Differenze fra accesso anteriore e laterale
PROTESI ANCA MINI-INVASIVA ACCESSO PER VIA ANTERIORE:
Posizione: Paziente in posizione supina.
Accesso: I muscoli vengono separati e non sezionati.
Svantaggi:
1. Nella protesi d’anca mini-invasiva con accesso anteriore vi è l’asportazione della capsula articolare, maggior perdita di sangue anche se i muscoli vengono separati.
2. La separazione e non la sezione dei muscoli, non necessariamente comporta un minor sanguinamento, in quanto la visuale di tutta l’articolazione rispetto all’accesso laterale è minore.
3. Questo comporta una maggiore trazione a livello muscolare con conseguente e maggior ematoma chirurgico.
4. Possibilità di ematoma post chirurgico maggiore.
PROTESI ANCA MINI-INVASIVA ACCESSO PER VIA LATERALE:
Posizione: Il paziente sempre supino.
Accesso: Incisione paratrocanterica.
Minima sezione del ventaglio gluteo (medio e piccolo gluteo).
Vantaggi:
1. Conservazione della capsula articolare (fatta solo da pochi specialisti)
2. Minor sanguinamento rispetto all’accesso per via anteriore
3. Migliore visuale dell’articolazione (acetabolo)
Recupero funzionale: Precoce verticalizzazione e deambulazione del paziente (il giorno stesso dell’intervento).
PROTESI ANCA MINI-INVASIVA ACCESSO PER VIA POSTERIORE:
Posizione: Il paziente è in decubito laterale.
Accesso: Incisione degli extra rotatori.
CONCLUSIONE
È importante sapere che la via anteriore non è assolutamente indicata in alcuni pazienti (esiti di displasia congenita dell’anca o patologie post-infettive, esiti post-traumatici come le fratture, pazienti in sovrappeso, revisioni di protesi).
Ovviamente l’esperienza del chirurgo è in ogni caso fondamentale.
L'intervento di revisione
A volte, dopo l’intervento di sostituzione dell’articolazione dell’anca con una protesi, possono svilupparsi delle complicazioni. Le cause possono essere diverse: una infezione, l’usura della protesi, una eccessiva debolezza dell’osso che ospita la protesi o un evento traumatico, un incidente.
Qualora dovesse verificarsi uno dei suddetti eventi, diventa necessario eseguire un intervento di revisione per sostituire la protesi danneggiata o, in caso di infezione, per espiantare la protesi e permettere la guarigione dei tessuti interessati.
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